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Nuova ricerca italiana scopre il "generatore di energia" dei tumori

A raccontare la rilevanza della patologia oncologica e gli sforzi che devono essere fatti in termini di prevenzione primaria per ridurre il rischio di ammalarsi ci sono i numeri del ministero della salute secondo cui, in Italia ogni giorno, circa 1.000 persone ricevono la diagnosi di tumore.

In generale, il trend di nuovi appare in netto calo negli uomini e stabile nelle donne e la mortalità continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi come risultato di più fattori, quali la prevenzione primaria ed in particolare la lotta al tabagismo, la diffusione degli screening su base nazionale ed il miglioramento diffuso delle terapie in termini di efficacia e di qualità di vita in un ambito sempre più multidisciplinare e integrato.

Eppure la lotta per socnfiggere questo male è ancora lunga e quindi ben vengano le scoperte che ogni giorno aggungono un piccolo tassello alla comprensione di questo grande puzzle.

Un recente esempio di questa incessabile attività viene da gruppo di ricerca della Columbia University di New York guidato dall'italiano Antonio Iavarone con la pubblicazione sulla rivista Nature, dei risultati di una ricerca partita molti anni fa.  Il team è ruscito a dimostrate il meccanismo d'azione  di un’importante alterazione genetica: la fusione FGFR3-TACC3, da cui origina l'iperattività dei mitocondri, (organelli presenti all’interno della cellula che funzionano come centraline di produzione di energia). Questo surplus di energia aiuta la proliferazione di diversi tumori, fra cui il glioblastoma, la forma più aggressiva fra quelle al cervello; grazie a questa scoperta è stato possibile elaborare terapie mirate a bloccare lo sviluppo dei tumori.

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