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È stato presentato all’American Thoracic Society 2012 International Conference di San Francisco e pubblicato sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine un interessante studio sulla possibilie correlazione fra le apnee e l'aumentato rischio di mortalità per tumore.

I disturbi respiratori nel sonno, detti comunemente “apnee”, sarebbero associati a un aumento del rischio di mortalità per tumore: questa sarebbe la conclusione alla quale sono giunti i ricercatori del dipartimento di Scienze della Salute alla facoltà di Medicina della University of Wisconsin. Precedentemente i disturbi respiratori nel sonno (in inglese sleep-disordered breathing), erano stati associati a un più alto rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari, depressione e perfino morte prematura. Già nel 2011 erano stati pubblicati dei risultati che aprivano nuove strade sul ruolo delle apnee nei pazienti oncologici: Rosen del Pediatric Sleep Center, Children’s Hospitals and Clinics of Minnesota, aveva dimostrato lo stesso rapporto nel paziente pediatrico. Questo studio, condotto su una popolazione maggiore, dimostrerebbe un’incidenza di morte per tumore cinque volte più alta nelle persone afflitte da apnee.

Gli studi condotti sugli animali hanno dimostrato che l’ipossia intermittente (ovvero un inadeguato apporto di ossigeno), che caratterizza l’apnea del sonno, promuove l’angiogenesi (aumento di crescita vascolare) e lo sviluppo dei tumori. Se il rapporto tra apnee e la mortalità per tumore fosse confermato, la diagnosi e il trattamento dell’apnea notturna nei pazienti affetti da tumore potrebbero essere indicati per prolungarne la sopravvivenza.

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