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In occasione della Conferenza Internazionale di Oncologia Toracica tenutasi a Napoli, è stato lanciato il campanello d’allarme e sottolineata la pericolosità che si nasconde tra le mura domestiche se si fuma in casa: “Accendere una sigaretta in camera da letto significa aprire la porta di casa a un killer”.
Ma fumare in casa è un malsano gesto che accomuna più persone di quanto si pensi: più del 20% degli italiani fumano in casa abitudinalmente, con differenze che vanno dal 29% in Umbria, al 9% in Veneto.

Il tumore al polmone è tra i big Killer; in Italia rappresenta uno dei 4 tumori a maggiore frequenza: mammella (14%), colon retto (13%), prostata (11% solo nel sesso maschile) e polmone (11%). Parliamo di oltre 40.000 nuove diagnosi all'anno, delle quali circa il 30% nel sesso femminile e di oltre 33.538 morti ogni anno, ma cosa ancor più preoccupante, siamo ancora lontani dalla diagnosi precoce.
Quindi mai come in questo caso la prevenzione primaria risulta determinante: se la popolazione decidesse di smettere di fumare tra 20-30 anni il carcinoma polmonare risulterebbe abbattuto del 90% come mai nessuna terapia potrà ottenere.
Le donne come abbiamo detto sono i soggetti maggiormente più a rischio, perché fumare più degli uomini, ma l’aumento dell’incidenza della malattia in donne non fumatrici dimosta anche una causa genetica e ormonale.
Smettere di fumare sarebbe la prima azione utile da compiere, ma se l’impresa è così difficile almeno bisognerebbe evitare di fumare in casa per tutelare la salute di chi vive insieme: il fumo passivo crea gli stessi danni di quello attivo

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