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La riprogrammazione delle cellule staminali tumorali può essere la via per sconfiggere il cancro. Ne è convinto Mario Biava (Irccs Multimedica-Milano), lo scienziato italiano cui la rivista internazionale Current Pharmaceutical Biotechnology ha affidato la cura del suo numero di febbraio 2011, dedicato appunto al tema della riprogrammazione delle cellule staminali, normali o tumorali. Proprio questa è infatti oggi una strada molto battuta nei centri di ricerca oncologica di tutto il mondo da quando, nel 2006, lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka ha parlato per primo di riprogrammazione, anche se partendo da cellule adulte. Nel numero speciale curato da Biava, che è un apripista per questo filone di ricerche, sono presenti 15 articoli di prestigiosi centri oncologici giapponesi, statunitensi, indiani, indonesiani oltre che di università e centri ricerca italiani. Fra i più rilevanti un articolo di Tito Livraghi (Istituto Humanitas), padre del trattamento per via percutanea dei tumori del fegato, che cita uno studio retrospettivo su 38 pazienti con epatocarcinoma avanzato trattati con i fattori di differenziazione delle cellule staminali messi a punto proprio da Biava, dove i casi di regressione completa del tumore sono il 13%, e senza effetti collaterali. Pur citando suoi precedenti studi con risultati altrettanto convincenti (179 casi di epatocarcinoma avanzato trattati con fattori di differenziazione, col 5% di remissione completa - Oncology Research 2005), Biava ha detto di considerare questi dati "solo un punto di inizio per avviare studi più vasti su tali terapie".

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